Fnp Lazio
L’inflazione registrata risulta in calo, ma i prezzi dei generi alimentari continuano ad essere alti
Gli Istituti deputati a misurare l’inflazione per l’anno in corso attestano che l’inflazione risulta essere pari all’1,9 %.
Sarebbe una buona notizia ove i prezzi dei generi alimentari seguissero realmente queste variazioni inflattive al momento dell’acquisto dei beni essenziali.
Nei mercati rionali o nei grandi supermercati si registrano invece in continuazione degli aumenti irragionevoli.
Il carovita è pesante per molte famiglie soprattutto nelle metropoli del centro e del Nord.
La crescita dei prezzi al consumo è particolarmente pesante negli alimentari, con particolare evidenza nella verdura e nella frutta.
Il carrello della spesa infatti, diventa sempre più oneroso. L’aggravio della spesa per le famiglie con due figli viene calcolato di circa duecento euro l’anno.
A ciò, si deve aggiungere la grande difficolta che hanno i pensionati con basso reddito spessi rimasti soli a garantirsi un minimo di sana alimentazione.
Risulta ingiustificabile poi, l’aumento abnorme del caffè e del cacao nonché della carne e delle uova.
L’elemento più grave è che questi aumenti si aggiungono a quelli già registrati negli ultimi anni.
L’Istat rileva che tra il 2021 ed il 2025 il carrello della spesa è cresciuto del 24%.
Sui costi energetici, il Governo col il recente decreto ha dato sollievo alle famiglie più povere ed a quelle che risultano formalmente con un ISEE basso ma non basta bisogna fare di più.
Occorre una concreta e sistematica politica governativa che contrasti in modo significativo la povertà energetica e quella alimentare.
La realtà purtroppo è molto differente dalle previsioni, e dai calcoli teorici.