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Il potere di acquisto delle pensioni è in picchiata

08/10/2026
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Il potere di acquisto delle pensioni è in picchiata

L’inflazione galoppante ed il mancato aumento delle pensioni è ormai insostenibile

L’agenda della dignità che abbiamo elaborato come Federazione dei pensionati della Cisl tra i punti vertenziali contiene in primo luogo l’annosa questione della rivalutazione delle pensioni.

Non è più accettabile infatti che, ogni anno sia necessario richiedere al Governo durante la preparazione della legge di bilancio la perequazione delle pensioni che, peraltro per una parte dei pensionati, è estremamente parziale.

Occorre che l’adeguamento delle pensioni sia strutturale e che per tutte le pensioni sia corrispondente al recupero dell’inflazione reale, anche perché il carrello della spesa si riempie con i prodotti alimentari i cui prezzi sono molto più alti del meccanismo con il quale si calcola l’inflazione.

La dura realtà riportata dai numeri diffusi dall’Istat è questa, meno potere d’acquisto e redditi erosi. Tradotto in concreto: è crollato il potere d’acquisto e così le famiglie sono costrette a usare i risparmi.

Tra i pensionati, chi ha perso di più sono quelli appartenenti al ceto medio, per i quali nel corso degli anni non si è proceduto al totale recupero dell’inflazione e quindi si è perso in modo consistente il potere d’acquisto.

La situazione diventerà ancora più pesante nel futuro allorquando le pensioni saranno calcolate con il metodo contributivo e quindi molto basse e senza la totale perequazione dell’inflazione si rischia la sopravvivenza con tutte le intuibili conseguenze sociali.

Non solo, è importante detassare i redditi da pensione, i più tassati d’Europa, nonchè le tredicesime, ma anche rafforzare e ampliare la quattordicesima percepita dai redditi da pensione più bassi.

Riguardo al fisco, oltre la predetta riduzione generale della tassazione, la nostra proposta ulteriore è di portare dal 19 al 30% la detrazione delle spese sanitarie per gli over 70 ed equiparare le detrazioni tra pensionati e lavoratori dipendenti.

A livello regionale, poiché il Presidente Rocca ha annunciato i conti in ordine e l’uscita dal piano di rientro sanitario, ci possono essere delle opportunità da cogliere a cominciare dalla riduzione della pressione fiscale.

La riduzione della maggiorazione dell’addizionale regionale è una di queste, insieme all’innalzamento e adeguamento periodico della soglia di reddito per l’esenzione E01 dal ticket sanitario fermo da decenni.

Infine, riguardo alla sanità è vitale la riduzione delle liste d’attesa ed il rafforzamento della sanità territoriale e della prevenzione anche per evitare che molte persone in ragione dell’entità delle pensioni debbano scegliere se mangiare o curarsi non avendo disponibilità per ricorrere alla sanità privata.


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