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Buone notizie sulle politiche sociali della Regione Lazio

21/07/2026
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Buone notizie sulle politiche sociali della Regione Lazio

La contrattazione sociale territoriale stenta a decollare

Dopo il convegno che abbiamo sviluppato insieme alla Cisl Lazio il 19 giugno scorso sulle politiche sociali regionali si sono raggiunti buoni risultati.

Il consiglio regionale nei giorni scorsi tu ha approvato la legge 13 luglio 2026, n.16 titolata” Disciplina dei servizi e delle strutture socio assistenziali” ed ha abrogato la legge precedente, la n.41 del 2003, riformando dopo 23 anni radicalmente i criteri, i requisiti, le modalità di tutte le strutture ed  i servizi socio-assistenziali. 

I cambiamenti demografici, l’emergere di nuove fragilità sociali e la necessità di rafforzare l’integrazione socio-sanitaria hanno reso necessario la nuova impostazione che abbiamo fortemente sollecitato nei vati incontri sulla materia.

A completamento dell’integrazione sociosanitaria auspichiamo che prima della pausa estiva venga approvata la norma regionale che istituisce la figura del direttore sociosanitario nelle Asl, i quali potranno dare il contributo necessario per rendere uniforme l’attività intersettoriale.

La vera sfida infatti, delle politiche sociali, socio assistenziali e sanitarie è quella di una vera integrazione socio sanitaria, che si deve tradurre in concreto in una vera presa in carico integrata e personalizzata.

La legge sopra citata quindi, dovrà come abbiamo rappresentato in più occasioni avere visione, sia negli atti normativi che amministrativi che evidenzi l’aspetto più importante la centralità della persona e la garanzia di livelli omogenei di qualità e accesso ai servizi su tutto il territorio.

E’ stata approvata altresì, dal consiglio regionale in questi ultimi giorni, anche la legge relativa al Garante regionale per i diritti e la tutela delle persone anziane.

Figura importante che ci potrà aiutare nella nostra azione di promozione e di affermazione nelle comunità delle persone anziane e fragili.

Con il nostro agire insieme alla Cisl Lazio siamo riusciti infine a far aumentare le risorse a disposizione del piano sociale regionale 25/27. Quelle regionali ammontano a 158 milioni di euro, a cui si aggiungeranno le risorse nazionali, con un ammontare complessivo che supera i 400 milioni di euro nel triennio.

Nonostante le linee guida regionali fornite ai distretti sociosanitari per la redazione, concertazione, attuazione, monitoraggio dei piani sociali di zona, riscontriamo che solo un numero ridotto di accordi si realizzano sul territorio della nostra regione. Da ciò si evince che sulla contrattazione sociale dobbiamo fare di più e meglio.

Questo dato si riscontra dagli accordi del territorio laziale contenuti nell’osservatorio sociale della contrattazione territoriale presentati nella riunione nazionale di martedì scorso organizzato dalla Cisl e dalla FNP in cui è stato presentato il rapporto 2026.

Nelle conclusioni la nostra Segretaria Generale Daniela Fumarola ha ribadito nuovamente l’importanza della contrattazione sociale, il suo valore strategico per le comunità e la sua importanza e complementarietà con la contrattazione aziendale e territoriale.

La Cisl e la Fnp vogliono allargare i confini della rappresentanza sociale, portare l’esperienza della contrattazione sociale in tutti i comuni soprattutto dove oggi è più debole.

  


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