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Contromano

Numero 35 Novembre - Dicembre 2018

Nel concludere l'anno solare 2018 e nell'incipiente esaurirsi del mandato gestionale nazionale per effetto delle regole statutarie, nel trattare l'argomento Fnp è comprensibile l'insorgere di emozioni belle e possibili derivanti dal solido e imperituro senso di appartenenza e dalle relazioni interpersonali di una comunità che, affrontando i problemi, cerca soprattutto le soluzioni.
Nello scorrere del tempo la Fnp si è trasformata da organismo di sintesi di quanti, terminato il periodo di espressione attiva della loro professionalità, rinnovavano l'ancoraggio al programma e ai valori della Cisl a soggetto federale impegnato nella realtà confederale che rappresenta gli interessi dei pensionati, collocati nella sequenza lavoro-pensione e che elabora un'idea di futuro incentrata sulla collaborazione e integrazione di un patto fra le generazioni.
Ma, più di recente, il radicarsi di una società colpita da senescenza incide sulla natura e sulla prospettiva della Fnp la cui rappresentanza dei pensionati, incentrata su uno specifico bene comune sindacale, politico e culturale, si amplia nella rappresentanza della condizione degli anziani, che esprime ormai circa un terzo della popolazione nella sua estrema varietà di situazioni e vuole esercitare un compito di orientamento per una politica efficace e di prospettiva del lavoro, del welfare, del dialogo costruttivo con i giovani e con le molteplici marginalità con l'intento di non lasciare indietro nessuno.
Per quanto concerne gli interessi di categoria, accanto a un giudizio sostanzialmente positivo sui risultati ottenuti nel medio-lungo termine, su cui ci stiamo tuttora battendo con un governo che dovrebbe tutelare l'intera comunità politica nel suo complesso e non pensare esclusivamente al proprio elettorato e alle prossime elezioni, stiamo chiedendo di inserire la questione previdenziale all'interno della legge di bilancio 2019, evitando di delegare una materia di tale delicatezza a successivi provvedimenti, peraltro assunti senza alcun confronto.
Quel confronto, sempre assiduamente richiesto senza esito alcuno, che permetterebbe di rendere più flessibile il pensionamento con la quota 100 consentendo di proseguire nella valutazione del riconoscimento della differenza dei lavori ai fini pensionistici per i cosiddetti lavori gravosi e usuranti.

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