“La vita non va in pensione. E nemmeno l’intimità”: la FNP CISL rompe i tabù sulla longevità
Rimettere al centro la persona significa occuparsi di tutti i suoi bisogni vitali, senza censure. Con questo spirito la FNP CISL ha riunito oggi a Roma, presso la Domus Australia, una vasta platea di delegati, dirigenti ed esperti per l’evento nazionale “La vita non va in pensione. E nemmeno l’intimità. Relazioni, affettività e benessere lungo tutto l’arco della vita”.
L’appuntamento segue il fil rouge della campagna di Tesseramento 2026 della FNP. Una campagna che ha scelto con coraggio di uscire dalla consuetudine per raccontare in modo nuovo cosa significhi essere pensionati oggi, in una società che cambia velocemente. Attraverso un’immagine visiva forte, delicata e capace di suscitare dibattito, l'organizzazione ha voluto parlare di anziani attivi, intesi come risorse fondamentali nelle famiglie e nelle comunità, scardinando tabù radicati su affettività e intimità.
Abbandonare i tabù per un benessere reale
Ad aprire la riflessione è stata Liliana Chemotti, Coordinatrice Nazionale Donne e Politiche di Genere FNP CISL, che ha evidenziato la necessità di superare vecchi pudori e stereotipi. “Non possiamo dire di mettere davvero la persona al centro se la pensiamo sistematicamente decurtata di parti importanti e vitali come l’affettività” – ha spiegato Chemotti. “Per molto tempo il pudore, l'imbarazzo e una cultura rigida ci hanno insegnato a considerare certi argomenti inappropriati, ancora di più in un ambito sindacale. Oggi vogliamo scardinare questo tabù. La nostra organizzazione rappresenta gli iscritti in una fase della vita sempre più lunga e attiva: ci occupiamo di pensioni, sanità e giustizia sociale, ma avvertiamo il bisogno di portare alla luce desideri reali, comuni e condivisi, come il bisogno di relazione e di vicinanza anche fisica”.
Il cuore della mattinata ha visto un dialogo aperto e senza pregiudizi con esperti di primo piano del settore, che hanno offerto prospettive complementari e di profondo valore scientifico e sociale. La psicoterapeuta e sessuologa clinica Margherita Forte, dati alla mano, ha mostrato come l'attività e la salute sessuale rimangano dimensioni centrali per l'essere umano lungo tutto il corso della vita, smentendo il mito di una terza età totalmente asessuata. Forte ha spiegato che invecchiare non significa affatto smettere di desiderare, ma piuttosto imparare nuove forme e linguaggi attraverso cui il desiderio può continuare a raccontarsi all'interno delle relazioni, superando l'ageismo sociale e la paura del giudizio altrui.
Subito dopo, l'intervento del sociologo Massimiliano Colombi ha allargato lo sguardo alla dimensione collettiva, sottolineando come la giornata di oggi sia importante perché offre uno sguardo nuovo sulla società anziana, rispecchiandone la reale complessità e legittimandone i desideri e l’affettività. Secondo Colombi, infatti, occorre mettersi in ascolto delle donne e degli uomini di oggi per comprendere che il corpo non è solo prevenzione, malattia e non autosufficienza. Il corpo chiede rispetto, affetto e relazioni.
I contributi degli esperti hanno così messo in luce come l’Italia stia affrontando una profonda trasformazione demografica che non può essere liquidata come una semplice emergenza previdenziale o sanitaria. Diventa quindi fondamentale cambiare i linguaggi, i servizi e le modalità di rappresentanza di una larghissima fetta di cittadini.
La doppia anima del sindacato: tutela dei diritti e centralità della persona
Roberto Pezzani, Segretario Generale Nazionale FNP CISL, ha lanciato un forte monito contro i pregiudizi legati alla vecchiaia e ha rivendicato la doppia anima dell'azione sindacale. “Noi veniamo da una grande storia sindacale che ha costruito la propria identità sulla tutela. Difendere le pensioni, la salute e i diritti sociali resta e resterà sempre il cuore della nostra azione, ma una grande organizzazione deve saper guardare alla persona nella sua interezza. È da questa convinzione che nasce "La vita non va in pensione". Vogliamo sfidare la società affinché cambi il modo di guardare all’invecchiamento. A forza di raccontare le persone anziane soltanto attraverso ciò che manca, rischiamo infatti di costruire un’immagine dell’anziano solo come una somma di bisogni. Per questo, accanto alla doverosa domanda su ciò di cui gli anziani hanno bisogno, dobbiamo iniziare a chiederci cosa le persone anziane desiderino davvero dalla propria vita. C'è in gioco una forte idea di rappresentanza: la FNP CISL difende i diritti e, allo stesso tempo, rappresenta la vita delle persone anche dopo il lavoro, valorizzandone la libertà, l’autodeterminazione e la dignità”.
La FNP CISL non rappresenta persone che hanno finito la loro parte nella società, ma milioni di cittadini che scelgono di abitare una nuova, lunghissima stagione con pienezza e orgoglio. Questa sfida cancella l'idea della vecchiaia come declino e spezza il silenzio su bisogni profondamente umani. Il passare del tempo cambia i corpi e i ritmi, ma non cancella l'identità. Si può invecchiare senza rinunciare a sognare, ad amare, a cercare una carezza e a ricominciare. In una parola: senza smettere mai di vivere.
Ed è proprio questa vita intera, autentica e senza confini anagrafici, che il sindacato continuerà a custodire e rappresentare.