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Pensioni, dal 2019 cosa cambia. Parte da aprile l’adeguamento con i tagli per le mensilità sopra i 1522 euro

Bloccata la rivalutazione per gli assegni tre volte sopra il minimo

13/05/2019

Pensioni, dal 2019 cosa cambia? In tanti ci hanno chiesto che cosa succede con il blocco della rivalutazione deciso dalla legge di Bilancio. In pratica, si tratta di un ricalcolo delle pensioni sopra i 1.522, 26 euro lordi al mese che porterà ad alcuni tagli, diversi a seconda della mensilità.

Se percepisci una pensione minima o fino a tre volte sopra il minimo, non cambierà nulla.
Se, invece, hai una pensione che supera i 1.522, 26 euro lordi, a partire da aprile riceverai qualcosa in meno, anche se di lieve entità.

Secondo i calcoli pubblicati da Cisl dell'area Monza Lecco, ad esempio, per il titolare di una pensione di 1.960 euro, il taglio sarà di 0,62 euro ogni mese. Gli assegni di 2700 euro saranno più leggeri di 11,44 euro. Per una pensione di 4mila euro, la decurtazione sale a 33,90 euro.

Il blocco della rivalutazione, con questa modalità di ricalcolo delle pensioni, sarà valido per tre anni. Secondo le stime, queste “sforbiciate” dovrebbero far entrare circa 2,29 miliardi di euro nelle casse dello Stato nell'arco di tre anni, che diventano a regime circa 3,6 miliardi, sommando il contributo di solidarietà per le pensioni sopra i 100 mila euro lordi annuo.

Per i pensionati, all'adeguamento pensioni 2019 si aggiunge il problema. La nota Inps è chiara: “la pensione è stata ricalcolata a decorrere dal primo Gennaio 2019, in applicazione dell'articolo 1, comma 260 della legge 30 dicembre 2018, n. 145”.
Dato che, però, le pensioni fino ad aprile sono state pagate senza applicare tagli, i titolari di pensioni ridimensionate si troveranno a pagare un conguaglio. In pratica, dovranno restituire quanto incassato in più nei mesi di gennaio, febbraio e marzo.

Non è ancora chiaro quando sarà richiesto il rimborso.
La volontà del governo era di evitare di presentare il conto della restituzione ai pensionati sotto periodo elettorale: si era ipotizzata la mensilità di giugno. Inps non ha ancora dichiarato tempi certi ma “comunicherà le modalità di recupero delle somme relative al periodo gennaio-marzo 2019".

“Pochi o tanti, sono sempre soldi in meno che colpiscono i pensionati”, afferma Emilio Didonè, segretario generale Fnp Cisl Lombardia, e c'è da chiedersi se è giusto che siano i pensionati a pagare, in assenza di un quadro di interventi efficaci.
“Stiamo preparando una manifestazione nazionale dei sindacati dei pensionati Fnp-Cisl, Spi-Cgil, Uil/Uil: sabato 1 giugno in piazza del Popolo a Roma e prima tre assemblee il 9 maggio a Padova, Roma e Napoli”, aggiunge Didoné. “La mobilitazione è contro la totale mancanza di attenzione nei confronti dei pensionati".

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