Fnp Alto Adige

Siamo schierati contro il Ddl Pillon, le donne non tornano indietro

26/03/2019

Prendiamo spunto dall'affermazione di  Alessandro Maestri della Lega in Consiglio comunale, a Merano: “Questo Ddl cerca di arginare lo strapotere che le donne hanno acquisito negli ultimi 10-20 anni”. Non solo le donne ma anche molti uomini sono consapevoli di quanto sia pericolosa la proposta di legge del ministro Pillon, che vuole riformare il Diritto di famiglia, in senso fortemente peggiorativo. Bagarre in consiglio comunale a Merano e non solo ma ovunque si levano scudi contro il Ddl (l'ONU e l'Episcopato sono fortemente critici, anche se per motivi diversi) che invoca il ritorno ad un passato oscurantista, quando la donna era subordinata al volere dell'uomo, quando non poteva divorziare e/o abortire, quando il femminicidio era considerato un delitto d'onore, quando lo stupro era un delitto contro la morale e non contro la persona, quando l'omosessualità era una malattia. E' indispensabile e fondamentale il rispetto delle persone e della loro libera scelta, delle conquiste ottenute nel campo dei diritti civili e per questo andremo il 30 marzo a Verona per manifestare il nostro dissenso verso il Congresso Mondiale delle Famiglie, che vuole la donna angelo del focolare, di mussoliniana memoria e contro il patrocinio al Congresso concesso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dal Ministero della Famiglia diretto da Simone Fontana.

Non possiamo tacere di fronte a questo tentativo offensivo e lesivo della dignità umana di far tornare le donne al passato. Si preoccupi il Ministro per la famiglia  di proporre un Ddl per la Non autosufficienza,di riconoscere il lavoro di cura con anziani non autosufficienti, disabili, di riconoscere e retribuire il congedo parentale, nel rispetto delle aspirazioni e competenze personali e professionali di tutti e due i genitori. Mai più recluse in casa, dipendenti economicamente, ombre di mariti –compagni più o meno luminosi.  Va definitivamente superata la divisione tradizionale ed arcaica dei ruoli, per sostenere insieme, in un doveroso quanto urgente salto culturale in avanti, il carico delle responsabilità in famiglia. Altro che strapotere delle donne.

I/Le pensionati/e unitari si sentono di dire con forza, che vogliono partecipare al dibattito in corso: è una questione di civiltà, che tocca trasversalmente tutte le generazioni. E noi ci siamo, pensando specialmente ai/le nostri/e figli/e e nipoti, assieme a tutti  coloro che non vogliono esclusioni ma inclusioni garantite dalla Costituzione italiana.

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