PASSI d'Argento, in Italia sono più di 8 milioni gli ultra 65enni che convivono con una patologia cronica

PASSI d'Argento, in Italia sono più di 8 milioni gli ultra 65enni che convivono con una patologia cronica

19/05/2020

Sono stati pubblicati gli aggiornamenti dei dati del progetto PASSI (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia) sulle patologie croniche nella popolazione residente in Italia nel 2015-2018, e quelli sul progetto PASSI d'Argento relativo alla popolazione over 65 nel triennio 2016-18.

Il progetto PASSI d'Argento è il sistema di sorveglianza dedicato alla popolazione anziana che raccoglie anche informazioni su alcune condizioni peculiari della popolazione over 65 volte a descrivere la qualità di vita e i bisogni di cura e assistenza delle persone di questa fascia di età, ma con uno sguardo nuovo al fenomeno dell'invecchiamento, a partire dalla definizione di “invecchiamento sano e attivo” voluta dall'OMS.

Come evidenziato dal Rapporto, viviamo in un Paese longevo ma con una quota rilevante di anziani con patologie croniche e poli croniche che accrescono la loro vulnerabilità a eventi avversi alla salute, come per esempio sta avvenendo con il COVID-19.

Su una popolazione residente in Italia di circa 60 milioni di persone si può stimare che oltre 14 milioni convivano con una patologia cronica e, di questi, 8,4 milioni sono ultra 65enni.

I dati epidemiologici sulla pandemia di COVID-19 hanno evidenziato sostanziali differenze nell'insorgenza, nelle manifestazioni cliniche e negli esiti, in funzione dell'età, del genere e della presenza di patologie croniche pregresse fra i soggetti che contraggono l'infezione da Covid-19.

In Italia i contagi e la letalità crescono con l'età, coinvolgono in misura maggiore gli uomini e sembrano in qualche modo associarsi alla presenza di più patologie croniche, che almeno parrebbero far evolvere l'infezione verso esiti peggiori. Per comprendere meglio queste differenze, nel Progetto PASSI è stata analizzata la diffusione nella popolazione delle principali patologie croniche per differenze di genere ed età, per diversità nell'esposizione ai fattori di rischio, quali fumo, alcol e obesità, implicati non solo nell'insorgenza e nell'aggravamento di patologie croniche ma anche negli esiti di condizioni acute che chiamano in causa il funzionamento del sistema immunitario e la risposta anticorpale, come nel caso di infezioni respiratorie e polmonari.

Dai dati emerge una dimensione della cronicità e della multi cronicità che raggiunge numeri importanti con l'avanzare dell'età: già dopo i 65 anni e prima dei 75, più della metà delle persone convive con una o più patologie croniche fra quelle indagate e questa quota aumenta con l'età fino a interessare complessivamente i tre quarti degli ultra 85enni, di cui la metà è affetto da due o più patologie croniche.

La prevalenza per singole patologie croniche cambia notevolmente con l'età e se prima dei 55 anni la più frequente riguarda l'apparato respiratorio e coinvolge mediamente il 6% degli adulti, dopo questa età e all'avanzare degli anni aumenta considerevolmente anche la frequenza di cardiopatie e di diabete, che raggiungono prevalenze intorno al 30% e al 20% verso gli 80 anni. La prevalenza dei tumori raggiunge il suo valore massimo (circa 15%) intorno agli 80 anni. I casi con eventi pregressi di ictus e ischemie cerebrali, così come i casi con insufficienza renale, numericamente più contenuti, iniziano ad aumentare dopo i 70 anni, mentre la prevalenza di malattie croniche del fegato non supera mai il 5%, neanche in età più avanzate.

La condizione di ipertensione arteriosa è poco frequente prima dei 40 anni e interessa meno del 10% di questa popolazione, ma dopo questa età aumenta rapidamente e arriva a coinvolgere circa il 65% della popolazione intorno agli 80 anni di età.

È una condizione clinica che si manifesta indipendentemente dalla presenza di patologie croniche ma è più frequente in presenza di queste, proprio perché si correla alle malattie cerebro-cardiovascolari e al diabete: dopo i 65 anni l'ipertensione è riferita dal 51% delle persone senza patologie croniche, ma è riferita dal 64% delle persone con una patologia cronica e dal 76% delle persone con policronicità.

Le differenze di genere nella cronicità e nelle policronicità seppur contenute, risultano statisticamente significative dopo i 65 anni e sembrano favorire le donne. Le differenze di genere vedono le donne meno esposte degli uomini ai danni di fumo e alcol e anche a obesità.

Così con uno sguardo ai principali fattori di rischio comportamentali implicati nell'insorgenza delle patologie croniche e/o nel carico di malattia che queste comportano, i dati mostrano differenze di genere rilevanti, e statisticamente significative, a favore delle donne, nell'esposizione (attuale e pregressa) al fumo di sigaretta e nel consumo di alcol: fra gli adulti compresi nella fascia di età tra 18-69 anni fumano abitualmente il 30% degli uomini, contro il 22% delle donne, e risultano ex fumatori il 22% degli uomini, contro il 13% fra le donne; fanno un consumo di alcol a rischio per la salute, per quantità e/o modalità di assunzione il 22% degli uomini, contro il 12% delle donne. Anche le differenze di genere nell'obesità seppur molto contenute, vedono le donne favorite, con una prevalenza di obesità leggermente più bassa rispetto agli uomini, ma statisticamente significativa (10% rispetto all'11% negli uomini). L'inattività fisica è fra i fattori di rischio comportamentali l'unico che agisce a sfavore delle donne che risultano ovunque in Italia più sedentarie degli uomini.

Questi dati ci aiutano a comprendere ancora di più quanto sia importante adottare il più possibile sani stili di vita previlegiando il movimento fisico e un'alimentazione sana limitando al massimo il consumo di alcolici e del fumo.

 

Foto di Bernd Müller

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