Fnp Emilia Romagna

Case per anziani: contratto nazionale per operatori strutture

19/07/2017

Formazione specifica e contratti di lavoro uguali per tutti, siglati a livello nazionale dai sindacati più rappresentativi. Sono le nuove regole per le strutture private accreditate per anziani e disabili, decise con una delibera dalla Regione Emilia-Romagna. Un modo per garantire "la tutela del lavoro e la qualità dei servizi", spiegano Cgil Cisl e Uil ed i rispettivi sindacati dei Pensionati. Pertanto, le strutture accreditate dovranno avere operatori qualificati, con percorsi di formazione specifica e garantire loro "equità e parità di trattamento", applicando ‘contratti collettivi' del settore socio-sanitario sottoscritti dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale". Per la Regione l'obiettivo è “continuare a garantire il benessere delle persone ospitate nelle strutture di assistenza residenziale, a maggior ragione perchè spesso si tratta di persone fragili. E per farlo è imprescindibile l'apporto del personale, che deve essere motivato e formato, ma deve anche operare in un contesto organizzativo efficiente e sereno. Un principio che è anche alla base dello stesso Patto per il lavoro". Per questo, "è prioritario salvaguardare la qualità professionale e la parità di trattamento di operatori che svolgono le stesse mansioni e che, quindi, devono avere uguali diritti. Non sono accettabili contratti che prevedano demansionamenti, dequalificazione professionale e riduzione del salario". Le strutture accreditate dovranno applicare un "unico piano tariffario di remunerazione delle prestazioni socio-sanitarie, che per ogni tipo di servizio considera anche l'incidenza del costo complessivo del personale assistenziale ed educativo". Soddisfatti i sindacati. "Si conclude così una questione innescata da organizzazioni datoriali che pretendono di applicare ai lavoratori un contratto nazionale stipulato con organizzazioni sindacali minoritarie ed in più parti sfavorevole per i dipendenti (in Emilia-Romagna l'Anaste). “La scelta di campo precisa fatta dalla Regione -spiegano Cgil, Cisl e Uil- rende esigibile nel concreto quanto già normato dal Testo unico sugli appalti e condiviso nel Patto per il lavoro". “La delibera della Regione -osserva Loris Cavalletti, responsabile regionale Pensionati Cisl- non è solo una vittoria del sindacato, ma la conferma del fatto che se vogliamo servizi di qualità dobbiamo avere un contratto di qualità in grado di tutelare i lavoratori, tutela tanto più necessaria in un settore come quello dei servizi agli anziani e ai disabili ad altissima intensità di cura, dove il fattore umano del lavoro condiziona significativamente il livello delle prestazioni assistenziali e relazionali".

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