25 novembre: Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne

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25/11/2020

25 novembre 1960.

Ricordando il sacrificio delle sorelle Mirabal.

Perchè nessuno deve dimenticare cosa è successo a queste "Farfalle", perchè "ogni volta che una donna lotta per se stessa, lotta per tutte le donne"

Il 25 novembre si celebra in tutto il mondo la Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne. Ma da dove ha origine questa ricorrenza?

LA STORIA

Nel 1960, il 25 novembre, tre sorelle furono brutalmente uccise dagli agenti segreti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo, a Santo Domingo, nella Repubblica Dominicana. Dopo essere state fermate per strada mentre stavano andando a trovare i mariti in carcere, furono uccise a bastonate e gettate in un burrone dai loro carnefici che speravano di mascherare quella violenza con un incidente. All'opinione pubblica fu subito chiaro che le tre donne erano state assassinate. Patria, Minerva e María Teresa Mirabal erano già conosciute come attiviste del “Movimento 14 giugno”, un gruppo politico clandestino: a causa della loro militanza, nel gennaio del 1960 erano state già arrestate e incarcerate. La loro detenzione, però, era durata pochi mesi. Le tre sorelle sono passate alla storia anche con il nome di Las Mariposas (le farfalle), per il loro coraggio di opporsi alla dittatura e di lottare per i diritti femminili.

LA GIORNATA IN LORO MEMORIA

L'assemblea delle Nazioni Unite ha istituito la Giornata in loro memoria: il 25 novembre del 1981 avvenne il primo “Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche” e da quel momento il 25 novembre è stato riconosciuto come data simbolo.

Nel 1999 è stato istituzionalizzato anche dall'Onu con la risoluzione 54/134 del 17 dicembre. L'intento è quello di sensibilizzare le persone rispetto a questo argomento e dare supporto alle vittime.

Istituita dall'Onu nel 1999 la data del 25 novembre, segna anche l'inizio dei “16 giorni di attivismo contro la violenza di genere” che precedono la Giornata mondiale dei diritti umani il 10 dicembre di ogni anno.

Ricordiamo inoltre che un ulteriore passo in avanti è stato fatto con il  riconoscimento della violenza sulle donne come fenomeno sociale da combattere, grazie alla Dichiarazione di Vienna del 1993.

I SIMBOLI

Il simbolo della lotta contro la violenza sulle donne sono le scarpe rosse, “abbandonate” in tante piazze per sensibilizzare l'opinione pubblica. Il simbolo è stato ideato nel 2012 dall'artista messicana Elina Chauvet con l'opera Zapatos Rojas, ed è così diventato uno dei modi più popolari per denunciare i femminicidi. L'installazione è apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne uccise nella città messicana di Juarez.

Anche la Panchina Rossa, sta diventando simbolo internazionale per testimoniare sempre di più e in diversi contesti il tema dell'uguaglianza di genere per il quale è necessario testimoniare quotidianamente tutti insieme.

LOCKDOWN E VIOLENZA

La Giornata internazionale contro la violenza sulle donne quest'anno assume un significato particolare e ancora più importante. Il lockdown causato dalla pandemia di Covid-19, per chi viene maltrattata in famiglia, ha coinciso con un aumento delle violenze dalle quali è stato impossibile sottrarsi anche materialmente, non potendo uscire di casa.

Nei primi 10 mesi del 2020 i femminicidi sono stati 91. Uno ogni tre giorni. Senza contare le richieste di aiuto alle associazioni, che sono cresciute del 73% (Istat).

Dopo il primo Lockdown è aumentata la violenza tra le mura domestiche. Nell'ultimo Report, realizzato dall'Organismo permanente di monitoraggio durante l'emergenza coronavirus, si rileva che a partire dalla fine di marzo si assiste ad un costante e graduale incremento dei “reati spia” della violenza di genere (atti persecutori, maltrattamenti e violenza sessuale). Consideriamo che è poco più di un anno che, in Italia, ha fatto il suo ingresso nell'ordinamento penale il codice rosso con l'obiettivo di prevenire il Femminicidio e proteggere le vittime.

IL NUMERO VERDE: 1522

La Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Pari Opportunità promuove il servizio pubblico del 1522, un numero gratuito e attivo 24 h su 24 che accoglie con operatrici specializzate le richieste di aiuto e sostegno delle vittime di violenza e stalking.

Il numero verde è promosso e gestito dal Dipartimento per le Pari Opportunità (DPO) presso la Presidenza del Consiglio.

Il numero delle chiamate valide sia telefoniche sia via chat nel periodo compreso tra marzo e ottobre 2020 è notevolmente cresciuto rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente (+71,7%), passando da 13.424 a 23.071. La crescita delle richieste di aiuto tramite chat è triplicata passando da 829 a 3.347 messaggi. Tra i motivi che inducono a contattare il numero verde raddoppiano le chiamate per la “richiesta di aiuto da parte delle vittime di violenza” e le “segnalazioni per casi di violenza” che insieme rappresentano il 45,8% delle chiamate valide (in totale 10.577). Nel periodo considerato, rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, esse sono cresciute del 107%. Crescono anche le chiamate per avere informazioni sui Centri Anti Violenza (+65,7%).

 

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